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dagherrotipia è un antico processo fotografico sviluppato da J.M. Daguerre nel corso della ricerca condotta
prima con N. Niecpce e poi con il figlio Isidore.
Già nel 1835 Daguerre aveva scoperto
la capacità dei vapori di mercurio di rendere visibile l'immagine
latente sulle lastre di rame argentato. Questa scoperta aprì la strada
allo sviluppo della dagherrotipia.
L'immagine stabile è costituita da un deposito lattescente in corrispondenza delle luci, mentre le ombre sono costituite da argento lucido.
Il procedimento, il cui brevetto viene
venduto allo stato francese, riscuote grande successo e viene ritenuto superiore alla calotipia di Talbot
(nonostante questa prevedesse, al contrario della dagherrotipia, il
processo negativo-positivo e quindi la possibilità di realizzare un
numero di copie infinito) perché in grado di fornire un'immagine positiva molto più dettagliata e dall'aspetto più prezioso.
Rimase estremamente popolare fino all'introduzione del processo al collodio umido.
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