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Ripresa e fotoritocco

5 consigli per fotografare in bianco e nero

Con l'avvento del digitale si è temuto che la fotografia in bianco e nero diventasse materia per gli storici. Per fortuna non è stato così e oggi questo tipo di fotografia gode di un rinnovato interesse che porta anche i neofiti ad appassionarsi ad essa. In questo breve tutorial verranno forniti 5 semplici consigli per affrontare meglio il genere. 

1. Scattare in modalità RAW + JPEG

La domanda è quasi un tormentone: "è meglio scattare in JPEG in modalità bianco e nero o in RAW? Alcuni sostengono che le macchine moderne effettuano un'ottima conversione in BN; altri, più saggiamente, sottolineano le infinite potenzialità del file RAW capace di restituire una miniera di dati lavorabili; per noi la risposta è che è meglio scattare contemporaneamente in JPEG in modalità bianco e nero e in RAW per godere dei vantaggi di entrame le modalità! E non si tratta di salvare con questa risposta capre e cavoli.

Infatti in questo modo si disporrà del file RAW che garantisce la migliore conversione in bianco e nero e sfruttando il file JPEG in modalità bianco e nero si potrà visionare sul monitor LCD l'immagine già in bianco e nero orientando così le proprie scelte compositive in maniera molto più precisa già "sul campo".  Considerate che due colori anche contrastanti con la stessa luminosità una volta convertiti in bianco e nero si presentano come due grigi molto simili (come vedremo nel punto 2)! In questi casi o si possiede la tanto ambita dote di "previsualizzazione" o... si sfrutta monitor LCD!

2. Attenzione ai colori contrastanti

La fotografia a colori e quella in bianco e nero non si alimentano sempre degli stessi spunti. A volte ciò che rende interessante un'immagine a colori è ininfluente o addirittura deleterio in una in binaco e nero. E' iI caso dei colori contrastanti che in un'immagine a colori sono spesso un punto di forza mente in una foto in bianco e nero possono trasformarsi in una massa informe di grigi molto simili. In una fotografia a colori, per esempio, l'occhio sarebbe immediatamente attratto da un oggetto arancione accostato ad uno verde, ma in una foto in bianco e nero il risultato è piatto e anonimo.

A titolo di esempio si provi a converire un'immagine come questa www.labcolor.eu/Convertimi.psd. Sia utilizzando il metodo "Immagine > Regolazioni > Tonalità/Saturazione" sia "Immagine > Regolazioni > Bianco e nero" ci si trova di fronte ad un'immagine priva di contrasto dall'aspetto "melmoso". Certo, in post produzione è possibile regolare la luminosità  (leggi il tutorial su "come convertire una foto a colori in una in bianco e nero") per introdurre un certo contrasto ma è preferibile partire da un'immagine con un buon contrasto tonale.

3. Comporre per le forme e per le linee

Il bianco e nero sembra indicato per trasmette un'idea di nostalgia, per richiamare le vecchie fotografie e il cinema muto. Eppure se c'è un campo nel quale il bianco e nero lascia a bocca aperta è quello dell'esaltazione delle forme e delle linee.

                       Le forme esprimono al meglio il loro potenziale quando sono ancorate ad uno dei punti nodali (vedere regola dei due terzi). Si possono distinguere forme regolari come cerchi, quadrati, rettangoli e triangoli e forme irregolari. Una forma circolare (magari uno specchio d’acqua) evoca serenità e invita l’osservatore a guardare più da vicino i dettagli. Le forme quadrate suggeriscono stabilità mentre quelle rettangolari essendo più diffuse (basti pensare allo stesso fotogramma) sono meno appariscenti; Il triangolo invece è la forma più dinamica tra quelle elencate; poiché generalmente uno dei suoi vertici suggerisce la direzione del movimento, se ne può sfruttare la caratteristica per organizzare il flusso interno della fotografia. L’esempio più comune è quello della montagna la cui forma ricorda  un triangolo. Sapendo che gli occhi tendono a seguirne i bordi per confluire nella vetta e poi “uscire” dal fotogramma si può scattare nel momento in cui sono presenti delle nuvole per “chiudere” l’immagine e far riposare lo sguardo all’interno della foto.  Le forme irregolari comportano il massimo della dinamicità, ma va detto che osservando la scena nel suo complesso molte di queste possono essere ricondotte ad uno degli ambiti  appena esaminati.
                    Se le forme danno il massimo quando sono ancorate ad uno dei punti nodali (per conferire stabilità), le linee si prestano ad essere posizionate sugli assi fondamentali dell'immagine (vedi regola dei due terzi) e a  tagliare il fotogramma per conferire profondità all'immagine ed invitare lo sguardo a muovervisi al suo interno. Fondamentalmente le linee possono essere suddivise in orizzontali, verticali e diagonali. Quelle orizzontali richiamano concetti quali stabilità, tranquillità e distanza e si rivelano particolarmente efficaci quando sono presenti in una foto dal  formato orizzontale. Al contrario invece, quelle verticali si esaltano quando l’inquadratura segue questa disposizione e suggeriscono vicinanza, spazi stretti, e  l’idea di altezza. Le linee diagonali invece suggeriscono dinamicità, tensione e instabilità. Sono tra gli strumenti privilegiati per far muovere in una direzione l’occhio dello spettatore all’interno del fotogramma e donano una profondità all’immagine difficile da ottenere con altri strumenti.

                   Le linee possono essere suggerite anche da una serie di forme perché l’occhio, come per i giochi in cui bisogna scoprire una figura unendo dei punti, tende a ricomporre questi elementi immaginando dei collegamenti.

In questa immagine è stato sfruttato il potenziale di linee orizzontali e verticali

4. Attenzione all'esposizione 

                    E' noto che gli esposimetri  in presenza di immagini dominate nettamente dal bianco o del nero tendono a fornire valori sbagliati (al contrario lavorano molto bene quando nella scena compaiono diversi colori). Questo si traduce nella necessità di aumentare più o meno di uno stop l’esposizione quando si hanno immagini dominate dal bianco e sottoesporre dello stesso valore quando a dominare è il nero; infatti in caso contrario invece di ottenere bianchi e neri si ottengono solo dei grigi medi. Per verificare quanto detto è sufficiente scattare una foto ad un muro bianco lasciando che la macchina esegua automaticamente la scelta dell’esposizione; il colore del muro anziché bianco risulterà grigio

                     Chi non avesse molta pratica con l’esposizione manuale può leggere le istruzioni della propria fotocamera e imparare ad utilizzare “la compensazione automatica dell’esposizione”. Con questo sistema non si fa altro che tarare il proprio esposimetro in base alle proprie necessità. Per cui se si sta eseguendo una serie di immagini su soggetti molto chiari, si può impostare una correzione di +1 attraverso questo comando e costringere così la macchina a scattare secondo le esigenze del momento, anche se continuate ad utilizzare il programma di esposizione automatico.
 

5. Agire localmente: "Scherma" e "Brucia"

La maggior parte degli strumenti messi a disposizione da Photoshop viene spesso adoperata genericamente su tutta l'immagine. Questo modo di fare però non è il migliore e ogni professionista sa di dover agire localmente sulle diverse parti dell'immagine. Per quanto riguarda il bianco e nero, tra gli strumenti migliori per agire localmente sull'immagine ci sono gli strumenti  "Scherma" e "Brucia". Prezioso retaggio della camera oscura tradizionale, questi due strumenti permettono di schiarire o scurire (bruciare) punti precisi dell'immagine; l'uso e assolutamente libero e personale ma spesso lo strumento "Scherma" viene utilizzato per schiarire zone scure e far emergere dettagli e particolari importanti e lo strumento "Brucia" per scurire le luci quando sono presenti vaste aree troppo chiare. Considerando poi che, come tanti altri strumenti di Photoshop, è possibile impostare l'opacità degli strumenti, è possibile costruire il loro effetto gradualmente, in modo da creare un effetto armonioso privo di passaggi sgradevoli.

Gli strumenti "Scherma" e "Brucia" sono selezionabili dalla palette degli strumenti a sinistra

 

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